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Il taglialegna del Sosto
Walter Keller


Nelle lunghe sere d'inverno, raccolti attorno alla stufa (in dialetto: «pigna»), mia nonna buon'anima, mentre filava con la rocca ci raccontava storie dei suoi tempi. Tra altre anche questa: Vivevano ai suoi tempi gli stregoni che entravano nelle case e nelle stalle a tribolare la povera gente. Una volta si vedeva sempre in fondo al Sosto, vicino al burrone, un uomo che tagliava legna continuamente. Chi doveva recarsi a Olivone ne aveva spavento, poiché chiamato non rispondeva e più nessuno osava recarsi al villaggio per la gran paura. Allora si avvertì il parroco dei paese, il quale, fattosi animo, si avviò alla volta di quel taglialegna. Giunto vicino, l'interrogò perché si trovasse in quel luogo. Il disgraziato rispose essere lì condannato dalla Divina Giustizia avendo sempre rubato legna alla povera gente e non avendola mai restituita. Il buon parroco allora alzò la mano e con le preghiere del caso obbligò il condannato a ritirarsi, in nome di Dio in un luogo ove non ci fosse nessuno da spaventare. Detto, fatto. Il disgraziato sparve e il curato ritornò al paese. Strada facendo incontrò una donna, alla quale chiese se non avesse incontrato qualcuno. La buona donna rispose di aver incontrato un cane con una candela in bocca che correva correva a più non posso verso la Greina. Il parroco fu tranquillizzato e la gente poté recarsi sicura ad Olivone.

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